Arriva il 5G! Ci mettiamo la mano sul fuoco?

Autore: Stefano Pasqualin

Il nuovo servizio di connettività mobile è appena stato annunciato e c’è già chi fa roboanti proclami.

Facciamo il punto della situazione.

Facciamo un attimo il punto della situazione sul passato, ed il futuro, della connettività mobile!

A tutti è capitato da bambini di avvicinare la mano ad una fiamma accesa, un accendino, le candeline sulla torta, i fornelli della mamma. In quell’unica occasione ognuno di noi fa una scoperta importantissima che la mente cataloga immediatamente e a caratteri indelebili nella memoria: il fuoco BRUCIA e fa MALE!
Da quel momento in poi ce ne allontaniamo, per riflesso incondizionato, almeno finché non riusciamo ad usarlo e gestirlo nel modo giusto.

Questa esperienza ci capita continuamente nella vita di tutti i giorni e anche se tendiamo a dimenticare gli insegnamenti che la vita ci impone, rimangono in noi delle sentinelle, dei “sensori” che si attivano quando ci avviciniamo a qualcosa che ci ha “scottati” nel passato.

Quelle stesse sentinelle si sono risvegliate in me in questi giorni, nei quali si parla molto di 5G come della nuova frontiera della navigazione in internet mediante dispositivi mobile. Il nuovo protocollo consentirà infatti performance davvero molto elevate che ci permetteranno di usufruire di nuovi servizi direttamente da smartphone e tablet.

Certo, una nuova funzionalità molto promettente, ma non riesco a tenere a bada le mie “sentinelle” quando, per altri motivi che non conosco e non capisco, sento alcuni tecnici diffondere il messaggio che una sim mobile dati 5G sarà la sostituta della fibra in quelle località disservite dai tradizionali servizi.

Facciamo un passo indietro con la memoria a qualche anno fa…ricordate l’UMTS? La tecnologia che doveva soppiantare il Wi-Fi? A sentire alcuni “esperti” grazie alla rete UMTS, internet ad alta velocità sarebbe arrivata in ogni abitazione, tanto che molti produttori di PC iniziarono ad inserire le SIM direttamente all’interno dei notebook, come una vera e propria alternativa al Wi-Fi.

Beh, le attese erano molte, ma mano a mano che il servizio si diffondeva le frequenze disponibili si sono via via saturate e le performance hanno cominciato a deludere! È vero, anche i contenuti sono diventati molto più impegnativi (immagini, animazioni, audio, video, streaming live, ecc…), ciò non toglie che la tecnologia UMTS non sia stata all’altezza delle aspettative.

Ecco che allora è arrivato l’LTE, con performance fino a 100Mbit in download e con i primi utilizzatori talmente entusiasti e soddisfatti che alcuni operatori hanno iniziato a inserire delle sim LTE dentro a delle antenne e a collegare le abitazioni di alcuni clienti residenziali. Sembrava la fine del digital-divide, le ADSL? “Spariranno in pochi mesi”, assicuravano i Guru delle telecomunicazioni.

È passato ormai qualche anno ma nonostante tutti i proclami, io vedo ancora tante e tante persone, tante abitazioni ma anche tante, troppe, aziende soffrire per la carenza di connettività.

Il 5G non è ancora commercializzato per cui non abbiamo in mano nessun dato su cui basare qualsiasi tipo di affermazione, però abbiamo l’esperienza, ci siamo “scottati” già 2 volte mettendo la mano sul fuoco. Senza contare che la complessità fa aumentare le probabilità di guasto, da qui i problemi sorti il 10 luglio 2018 con H3G ed il giorno successivo con Vodafone. (qui un articolo di quel giorno https://www.upgo.news/wind-tre-down/)

La tecnologia 5G sarà sicuramente un’ottima cosa per molti… ma non potrà essere la soluzione ad ogni esigenza! Navigare con il proprio smartphone sarà sicuramente più divertente e veloce (almeno all'inizio) e sarà una tecnologia che vedrà nascere nuovi servizi, ma dobbiamo sempre valutare con attenzione e non pretendere di adattare la stessa soluzione ad ogni situazione.

I miei 15 anni di esperienza in questo settore mi hanno portato ad affermare che non esiste un servizio perfetto, esistono solo numeri conditi dal buon senso. Una tecnologia che fa progredire il business è la benvenuta, ma dev’essere contestualizzata di volta in volta, di azienda in azienda, di necessità in necessità.

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